Il Laboratorio
Il ”LABORATORIO DELLA LEGALITÀ” è stato un momento di incontro e riflessione, per noi giovani, sul tema della Legalità.
Il percorso si è sviluppato in 11 incontri, in cui si è discusso, ed insieme abbiamo realizzato alcuni videoclips centrati sul tema della Legalità. Si è, inoltre, dato avvio ad un concorso “Rappresentiamo la Legalità”, rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori, in cui è stato premiato il miglior slogan. Gli slogan e le immagini possono essere visti sul sito cittadino dedicato al progetto e sul sito nazionale dell’Associazione Libera. www.semidilegalita.it • www.libera.it
Vi riportiamo alcune riflessioni scaturite dall’esperienza fatta all’interno del progetto.
Parlare di “Legalità”, per noi giovani, è una grande responsabilità.
Questa non è solo una rima che casca a pennello, ma, purtroppo, è una realtà perché molte volte anche i giovani, insieme agli adulti, contribuiscono ad aumentare questo grave disagio sociale che è il non rispetto delle leggi, dell’ambiente, delle persone.
In questi giorni di riflessione sulla “Legalità”, abbiamo maturato una convinzione, ossia, un giovane, per poter diventare un uomo responsabile ed un cittadino rispettoso e rispettabile, deve essere “educato” sin dai primi anni di vita.
Perciò, importanti, in questo percorso di educazione, sono: la famiglia, la scuola, la parrocchia, lo Stato. Ma questa non è una novità.
Da sempre, si attribuiscono a questi Enti e Agenzie Educative compiti e responsabilità che, purtroppo, molto spesso, vengono rimbalzati dall’uno all’altra.
Ma se imparassimo a considerarli come luoghi di partecipazione per la crescita di tutti, anziché come Enti astratti, forse, oggi ne parleremmo di meno o meglio.
Facciamo un passo indietro.
L’importanza di costituirsi comunità responsabile, nel rispetto delle leggi, per una civile convivenza, risale già all’antica Grecia, quindi, è un bisogno fondamentale dell’uomo quello di sentirsi partecipe della vita della comunità a cui appartiene.
Animati da questo pensiero, in questi giorni, abbiamo analizzato e/o individuato alcuni comportamenti ed abitudini dei cittadini, sia giovani che adulti, del nostro territorio, che, a nostro avviso, sono da considerarsi poco civili.
Guardandoci intorno, le prime cose che sono saltate all’occhio, sono state le abitudini poco corrette della stragrande maggioranza degli automobilisti. Se si considera che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte, ma soprattutto, sono molto più frequenti nei centri abitati, gli automobilisti sembrano ignorare o rimanere indifferenti di fronte a questa evidenza.
Volendo verificare che la nostra non era solo una semplice impressione, abbiamo effettuato un piccolo monitoraggio delle abitudini e stili degli automobilisti, in una sola serata in Piazza Plebiscito e abbiamo raccolto dei risultati allarmanti.
Tra le automobili che hanno transitato in un’ora, il 62% degli automobilisti era alla guida senza cintura di sicurezza, e tra questi diversi erano alla guida parlando contemporaneamente al telefono cellulare, tra le cose da segnalare è che buona parte dei genitori, non aveva provveduto ad allacciare la cintura di sicurezza ai figlioletti, mettendone a rischio la loro vita. Ancora più grave e, per certi versi, sconcertante è vedere i genitori con in braccio i figlioletti mentre sono impegnati alla guida.
Solo il 7% è risultato attento nel mettere in pratica le semplici regole di sicurezza.
Stesso discorso vale per i motociclisti, nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione che sono state fatte a questo riguardo, c’è ancora chi va in moto con il casco non allacciato bene o, addirittura, senza.
Passeggiando, poi, per le vie della città, non abbiamo potuto non notare alcuni scempi perpetrati a danno delle pareti di palazzi e di case del centro abitato, o ancora peggio, sui muri laddove è impressa la storia della nostra città.
Non fanno storia quelle scritte fatte con pennarelli, vernici a spray ed altro, la storia si scrive con la memoria, i ricordi e la cultura. Siamo del parere che si può comunicare qualcosa di importante anche senza imbrattare i muri. Scrivere ad una persona cara un messaggio d’affetto con la vernice a spray o lasciare un ricordo usando un pennarello, significa fare una cosa bella ma in un modo volgare.
Avere cura dell’ambiente, in cui si vive, vuol dire anche non abbandonare rifiuti dove non è lecito. Inquinare il suolo, le acque e l’aria equivale a disprezzare la vita.
Concludendo questa riflessione, anche noi crediamo fortemente che con l’Educazione alla Legalità non si intende “imporre” il rispetto delle leggi o delle regole, perché questo porterebbe soltanto a sviluppare sentimenti di ribellione. Ma, educare alla Legalità, crediamo, significhi promuovere, sviluppare nelle persone la capacità di comprendere, vivere e contribuire positivamente alla comunità a cui si appartiene.
Un mondo più responsabile, più tollerante, più pulito, più giusto può diventare una realtà!





